16° edizione del Festival dell’Economia di Trento

Trento 3-6 giugno 2021
Festival dell'economia di Trento 3-6 giugno 2021
Il ritorno dello stato: imprese, comunità, istituzioni

Dal 3 al 6 giugno 2021 torna, per la sedicesima volta, il Festival dell’Economia di Trento, promosso dalla Provincia autonoma di Trento, dal Comune di Trento e dall’Università degli Studi di Trento su un progetto degli Editori Laterza.

Un'opportunità straordinaria per incontrare premi Nobel e studiosi di fama internazionale che, insieme ad esponenti politici di primo piano, intellettuali, economisti, sindacalisti, giornalisti, dialogheranno e si confronteranno con il vasto pubblico su questioni di grandissima rilevanza e attualità. Quattro giorni di convegni, incontri, confronti, tavole rotonde, spettacoli e intrattenimenti vari che si svolgono in parte on line e in parte negli antichi e pittoreschi palazzi storici della città, tra cui il Castello del Buonconsiglio, residenza dei principi vescovi dalla prima metà del Duecento al 1796, il Palazzo Geremia, suggestiva residenza rinascimentale, il Palazzo Roccabruna, cinquecentesco, oggi sede della Camera di commercio di Trento, il Palazzo Thun, edificio gotico-rinascimentale, il Palazzo Trentini, ricca residenza settecentesca e il Teatro Sociale, oltre che nei palazzi dell'Università. UniTrento è presente, inoltre, con uno stand in Piazza Duomo per tutta la durata del Festival, dove le persone interessate potranno ricevere dagli studenti informazioni e materiali su vari eventi in programma.

Il tema di quest’anno è “Il ritorno dello stato: imprese, comunità, istituzioni”. Diversi i docenti coinvolti sia dell’Università di Trento che di altre università italiane e straniere.

Il Coronavirus ha radicalmente modificato il contesto economico, sociale, politico e culturale in cui ciascuno di noi vive. In questo nuovo contesto lo Stato ha recuperato un ruolo primario nella vita dei singoli cittadini come scrive Tito Boeri, direttore scientifico del Festival, nella presentazione del programma del 2021: “La fine della pandemia può essere l’occasione per ridisegnare i confini dello Stato, rafforzare la sua presenza dove ce n’è maggiore necessità progettandone la ritirata altrove. Cosa deve fare il settore pubblico per i propri cittadini e cosa invece deve limitarsi unicamente a regolare e lasciare all’iniziativa privata? E come trattare il privato che non si limita perseguire i propri interessi individuali o d’impresa, ma che si organizza in comunità, in associazioni del Terzo settore, capaci di occuparsi del bene comune al pari, se non meglio, del settore pubblico?”

A ragionare sulle questioni che la pandemia ha posto sul tappeto quest’anno cinque premi Nobel per l’Economia: Michael Kremer (2019), Paul Milgrom (2020), Joseph E. Stiglitz (2001), Michael Spence (2001) e Jean Tirole (2014).

Ci si interrogherà poi su quale parte del pianeta parteciperà alla ripresa dalla pandemia, a partire dall’intervento di Gita Gopinath capo economista del Fondo Monetario Internazionale. Olivier Blanchard, autore del manuale di macroeconomia su cui si sono formate generazioni di economisti, si interrogherà sulle sorti del Patto di Stabilità e Crescita alla luce dei livelli acquisiti dal debito pubblico durante la pandemia, mentre Lucrezia Reichlin e Luis Garicano spiegheranno come si è arrivati al Recovery Plan e in che misura questo cambierà i rapporti tra i paesi membri e le politiche dell’Unione. Enrico Moretti si interrogherà su come sia possibile rafforzare la cooperazione internazionale nella tassazione dei super-ricchi alla luce dell’esperienza degli Stati Uniti con la tassazione patrimoniale e le scelte residenziali dei più ricchi.

Lo Stato ha un ruolo molto diverso in diverse parti del mondo. Branko Milanovic parlerà delle enormi differenze fra ruolo dello Stato, da una parte, in paesi come Cina e Russia e, dall’altra, negli Stati Uniti e in Europa. Una differenza cruciale, come abbiamo visto durante la pandemia, è legata al ruolo giocato da una informazione indipendente, un tema di cui tratterà Julia Cagé.

Il ritorno di protagonismo dello Stato non deve avvenire a detrimento della società civile e del cosiddetto terzo settore. Daron Acemoglu porrà l’attenzione sull’attuale delicato equilibro tra ruolo rafforzato dello Stato e fragilità della società civile. Thomas Piketty, discuterà del ruolo di nuove forme “partecipative” che consentano un’ampia condivisione del potere, della ricchezza e della gestione delle imprese. Philippe Aghion si interrogherà su come rendere più inclusivi e sostenibili (anche sul piano ambientale) i meccanismi di mercato. Mark Carney, già Governatore della Bank of England e della Banca Centrale Canadese, ci parlerà delle vecchie e nuove disuguaglianze e della crisi di valori a queste associata. Luigi Zingales discuterà di come la pandemia sia stata anche uno stress test per il nostro senso civico, che ha giocato un ruolo cruciale nel contenere la pandemia. Nel rafforzare il senso civico e la fiducia fra i cittadini e fra le imprese è fondamentale avere un sistema giudiziario efficiente. Su questo tema interverranno, alla luce della loro esperienza, Giuseppe Pignatone e Paola Severino.

Il ritorno dello Stato viene invocato spesso come partecipazione diretta al capitale delle imprese. Beata Javorcik, capo economista presso la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, affronterà la questione di quanto un maggiore ruolo dello Stato nell’economia attraverso l’intervento di banche e imprese pubbliche favorisca davvero gli investimenti privati e la crescita. Mariana Mazzucato, invece, proporrà un nuovo modo di concepire il ruolo dello stato imprenditore realizzando una simbiosi tra pubblico e privato. Lo storico Gianni Toniolo sosterrà che in realtà lo Stato non se ne è mai andato, non ha mai cessato di intervenire nella vita delle imprese. E la testimonianza di Romano Prodi sarà molto importante anche nel capire pro e contro dell’intervento diretto dello Stato in economia.

Lo Stato è soprattutto un arbitro e un regolatore dell’iniziativa privata, particolarmente attento ad evitare concentrazioni di potere di mercato in poche mani e a prevenire discriminazioni ed effetti distributivi indesiderabili. Oriana Bandiera tratterà di come le norme anti-corruzione possono avere effetti perversi sulle burocrazie. David Card nella sua Alan Krueger lecture discuterà dei pro e dei contro dei programmi di azione positiva nel contrastare la discriminazione di genere, etnica e razziale, un tema affrontato anche da Paola Profeta e Linda Laura Sabbadini.

Lo stato non è un monolite. Oggi, soprattutto, in Europa, lo Stato è un arcipelago di autorità a diversi livelli di governo, come ci esporrà Sabino Cassese. Durante la pandemia ci sono stati frequenti conflitti fra amministrazioni centrali e locali. Può essere il PNRR un’occasione per migliorare la cooperazione fra Stato e Regioni? Sul tema, tra l’altro, un dialogo tra Francesco Giavazzi e Mariastella Gelmini. Per attuare le grandi riforme del Piano occorre rinnovare la classe dirigente della pubblica amministrazione che spesso si è rivelata inadeguata. Franco Bassanini e Bruno Dente ragioneranno su cosa fare dello spoils system e come rafforzare competenza e terzietà delle burocrazie. Pedro Gomes e Pietro Garibaldi discuteranno delle specificità del lavoro nel settore pubblico alla luce di comparazioni internazionali. Mentre Alessandro Pajno ci racconterà, alla luce della sua esperienza di servitore dello Stato, come sono le carriere ai vertici dello Stato e attraverso quali buone pratiche la pubblica amministrazione possa riconquistare la fiducia da parte dei cittadini.

Fra i format più attesi del Festival quello dei “Forum”: il primo sarà dedicato alla scuola e agli effetti delle chiusure e della dad sull’apprendimento degli studenti. Fra i relatori Elia Bombardelli, giovane docente di matematica e fisica che impartisce lezioni su YouTube. Un altro appuntamento sarà invece dedicato al tema dei nuovi modelli di assistenza sanitaria, tra i relatori Ilaria Capua e Walter Ricciardi. E ancora si parlerà di Terzo settore con, fra gli altri, Carlo Borgomeo della Fondazione “Con il Sud”. Il tema della sicurezza in economia sarà, invece, al centro di un confronto a cui interverrà l’economista Alessia Amighini, insieme ad altri esperti. Negli altri Forum si parlerà di nuove povertà e reti sociali, del rapporto fra Regioni e Stato centrale, di politiche ambientali e giustizia sociale, del rapporto fra imprese e Stato dopo la pandemia e della nostra nuova vita in digitale, con Elena Capparelli, direttrice di RaiPlay e Digital.

Imprescindibile, come sempre, l’appuntamento “Incontro con l’autore” curato da Tonia Mastrobuoni dove si discuterà dei temi del Festival, partendo dalle novità editoriali più interessanti. Tra gli ospiti Minouche Shafik, direttrice della London School of Economics and Political Sciences, Bruna Bagnato, Marco Bentivogli, Magda Bianco, Francesco Billari, Andrea Capussela, Simona Colarizi, Enzo Cipolletta, Chiara Cordelli, Franco Debenedetti, Ferrucio de Bortoli, Andrea Fracasso, Chiara Mio, Paolo Morando, Nicoletta Parisi, Irene Tinagli, Giulio Sapelli. Significativa anche la presenza di vertici aziendali quali, tra gli altri, Vera Fiorani (Amministratrice delegata di Rete Ferroviaria Italiana), Alessandro Profumo (Amministratore delegato di Leonardo), Salvatore Rossi (Presidente di TIM), Marco Vecchietti (Amministratore delegato di Intesa Sanpaolo RBM Salute).

Il programma completo su: https://www.festivaleconomia.it/it

I social del Festival:

Facebook: @festivaleconomiatrento

Twitter: @economicsfest

Instagram: @festivaleconomia

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